mercoledì 7 febbraio 2007


Era il 1492 quando Cristoforo Colombo scoprì l'America e scoprì anche una risorsa da sfruttare: gli schiavi.
Questi esseri umani erano visti diversi, erano selvaggi e ignari di ciò che c'era oltre la loro favolosa terra.
E allora bisognava portarsi dei souvenir come frutti strani di una terra da esplorare o colori mai visti prima o ancora...uomini forti dai mille usi. Si, quei selvaggi potevano far comodo alla gente civile.
Così iniziò la tratta degli schiavi. Uomini (se così si poteva dire) costretti ad essere rinchiusi nelle galee in balia di padroni armati, dovevano remare in coperta, legati ai banchi per la voga senza sosta e senza un compenso di nessun tipo.
Anche oggi ci portiamo dentro questo stereotipo criminale.
E' il 2007, ci siamo riempiti di souvenir e gli schiavi vengono chiamati collaboratori.
Io sono una collaboratrice, piacere.
Il mio posto di lavoro è uno spazio largo quanto il mio culo (e non avendo un gran culo lo spazio è veramente limitato), non vedo un centesimo da mesi e mesi e il mio padrone è lì dietro di me a frustarmi ogni volta che gli prude la mano.
Io sorrido e sorrido, sono ignara del mondo che mi circonda. Sono una diversa che crede in un giorno migliore.
Campa cavallo che l'erba cresce.
Campa uomo che il tempo stringe.
Stringi i denti che il culo duole!

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