
Sono in giro per la città. Mi sono persa di colpo, o meglio non so da quanto mi sono persa. Come al solito mi immergo in conversazioni celebrali che poi sembrano materializzarsi attorno a me ed il mio corpo diventa solo una parte meccanica.
Non so più dove sono, ne dove devo andare.
“VICOLO PAGLIACORTA” leggo.
Brucia in fretta, bisogna far presto. Mi sale l’ansia, mi sono persa, non dimentichiamocene.
Ecco due vigili, chiedo a loro: “Scusate, dov’è via…..via…..non mi ricordo il nome della via! Oh, scusate ancora!”
Beh, effettivamente non ho fatto una buona figura agli occhi di quei due ma cosa importa, tanto non li rivedrò mai più, spero.
“VIA STRAZZACAPRE” *
Cazzo! Dalle stalle alle…stalle!
Io non ho mai munto una vacca ma ho bevuto il latte appena strizzato e l’ho bevuto proprio lì, nella stalla. Sentire proprio quegli odori con quei sapori. Inimitabile. E poi mungere non dovrà essere affatto facile, ci vuole un buon movimento di polso. Cercare di simulare il ciuccio di un vitellino.
Ma ad un certo punto i miei pensieri sul vitellino vengono risucchiati da uno strano avvenimento.
Mi fermo.
Guardo un omino che fa una magia strana. Prima è in abito verde, poi…puf…diventa rosso ed io rimango lì ferma a fissarlo. No!!! Ora è diventato arancione! E’ bravissimo! Sarà uno di quegli artisti di strada che si guadagna da vivere. Ma si, quanto ho in tasca? Dunque 1 euro e 21 centesimi, toh! Gli sorrido e dietro di me ci sono altri curiosi che erano fermi lì, sorrido anche a loro.
Si è fatto un po’ buio, la città cerca spazio tra le luci dei lampioni e mi ritrovo davanti la T luminosa di un tabaccaio.
Ecco ora ricordo!! Dovevo comprare le cartine! Cazzo i soldi!!
* la via giusta era via Strazzacappe ma avevo letto male…

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