
Conoscevo Robert da una settimana circa, ci siamo incontrati a cena da un amico comune. Oggi ho un appuntamento con lui per parlare di un video che realizzeremo insieme.
Lo aspetto ad una panchina del parco all’ombra di un albero fiammeggiante. Lo vedo arrivare con aria sicura di se. Mi si ferma davanti allargando quell’angolo buio che mi ero ritagliata per me.
“Ciao” gli dico guardandolo dal basso della mia panchina.
“Ciao, spero che non mi hai aspettando molto” mi dice accennando un sorriso.
Poi mi si siede accanto scivolando con me nell’ombra fresca. Cominciamo a parlare.
Immagini immaginarie si intrecciano alle nostre parole e al gesticolare delle nostre mani, occhi cercano occhi, parole chiamano parole e l’olfatto si inebria di calore.
Parliamo con lentezza mentre tutto intorno corre veloce.
Parliamo, ma ora le parole diventano un mezzo futile per richiamare occhi, occhi che non si vogliono lasciare.
Ad un tratto solo occhi e silenzio, tutto aveva smesso di emanare suoni. Silenzio e occhi che lo riempivano. Solo occhi dunque e neanche il silenzio.
“Si è fatto buio, che ne dici se andiamo da me? Ho del vino” mi dice lui.
“Perché no!”.
Ci alziamo da quella panchina e ci avviamo verso i colori della città.
Entriamo in un cortile buio e vuoto, poi ci ritroviamo davanti una porta di legno scorticato. Lui prende dalla tasca posteriore le chiavi ed apre.
Le pareti sono tutte imbottite da quel materiale isolante che si usa nelle sale musicali, color rosso sangue. C’è ordine e l’ambiente mi mette pacatezza.
Ci accomodiamo su un divanetto in una stanzetta dove c’è un amplificatore da basso, un grosso tappeto al centro e alcune custodie di strumenti.
“Che bello! Hai una stanza tutta per suonare!!” gli dico spalancando gli occhi.
Non mi risponde, continua a guardarmi negli occhi senza mollarmeli, poi si alza e sparisce dietro la porta. Torna subito dopo con la bottiglia di vino e due bicchieri. Si siede, mi passa il bicchiere, me lo riempie, riempie anche il suo. Cin e sorsata, poi ancora occhi.
Lentamente comincia ad avvicinare il suo viso al mio, si ferma vicinissimo alle mie labbra sfiorandole appena. Poi ci baciamo, prima con dolcezza, poi con passione.
Rimaniamo avvinghiati sul divano per un po’ di minuti. Ci accendiamo, lui lentamente mi porta ad alzarmi senza smettere di baciarmi, poi mi fa indietreggiare, mi afferra con le mani intorno alla vita e mi solleva. Mi fa sedere sull’amplificatore e si allontana ad aprire una delle tante custodie. Estrae un bel basso color azzurro grigio, lo attacca e comincia a suonare.
I suoi battiti sono secchi e ben scanditi, ogni tanto mi lancia sguardi di pura passione e intanto continua a suonare accelerando il ritmo per poi rallentarlo.
Sotto di me sento le vibrazioni di quei suoni pulsanti che diventano il mio battito. Mi lascio inebriare, mi lascio accarezzare e mi lascio appassionare. Quel piacere sale, mi lascio andare seguendo quel ritmo galoppante che mi muove dentro e fuori. Mi prende, mi lascio catturare. Poi il piacere aumenta fino a portarmi all’estasi.
Tutto tace e il silenzio mi riporta in quella stanza che appena un attimo prima era scomparsa sotto di me.
Robert ripone il basso nel suo involucro, poi si avvicina a me come se non fosse successo nulla, come se eravamo appena entrati nella sua casa. Io smonto dall’amplificatore e gli vado incontro, il cuore mi batte ancora forte. Lo afferro per la nuca e lo avvicino alle mie labbra ancora vogliose.
Ci ribaciamo ma appena io lo stringo forte a me in un abbraccio lui mi allontana con una mano.
Lo guardo, ci guardiamo, poi lui abbassa lo sguardo. Si apre la lampo dei jeans e si cala giù le mutande. I miei occhi sprofondano in un abbisso. Cazzo! E’ completamente evirato!
Non ha….non ce l’ha! Lo riguardo negli occhi dispiaciuta, poi gli chiedo “Ma tu….tu come fai a provare piacere?”.
Lui continua a guardarmi senza dire nulla, poi abbassa lo sguardo ed esce dalla stanza.
Io rimango pietrificata appoggiata al muro a pensare.
La luce della luna entra nella stanza.

2 commenti:
Bellezza,tu la normalità non sai nemmeno dove sta di casa:sei la più meravigliosa folle che abbia mai conosciuto eheh!
Comunque l'agenda degli appuntamenti è la vita,peccato non fosse normale nemmeno quella! No,per me la normalità adesso è riuscire finalmente a rilassarsi un pò sul divano;cucire accanto agli amici che giocano a playstation fino alle 5 di mattina;lasciarsi togliere le scarpe e mettere a letto dal mio amore;capire che tutto quello che pensavo contasse,in realtà non vale un fico secco..e che basta così poco per sentirsi FELICE!!
Ti voglio bene
jam session, baby?
z.
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