martedì 30 gennaio 2007

“Ho un problema, non ho più quel fattore importante del comportamento interpersonale: l’autocontrollo.
Lo so, ne ero satura, ogni centimetro cubico del mio corpo era controllato da una forza istintiva. Qualsiasi cosa facessi era pensata e gestita in base a non so che.
Ora questa forza non risponde più ai comandi, qualcosa in superficie si è rotto e c’è stata una fuga, piano piano il mio corpo sta perdendo questo fattore e….mi sto preoccupando.
Potete immaginare dove si può arrivare senza controllarsi, forse non ci si può definire più un essere umano ma solamente un essere.
Non posso raccontare cosa sono riuscita a fare senza l’autocontrollo….sono riuscita, ci sono riuscita, sto ottenendo tutto quello che mi passa per la testa. Sono come una stampante, ciò che la mia testa mi passa io la eseguo alla perfezione.”
.....ohhhh!!! Voglio perderlo anch’io l’autocontrollo!!!! Aiutoooo!!

lunedì 29 gennaio 2007


Ero andata a vivere dalla zia Margherita, una donna alquanto stravagante. Infatti aveva una mania ossessiva per tutto ciò che non si può vedere ma che può essere pericoloso: i batteri!!! Dico "aveva" perchè è morta un mese fa....
Per la prima volta in vita mia rimanevo ore in cucina seduta sul divano accuratamente incelofanato, tutto il giorno ero lì ad osservare mia zia che svolgeva le sue ordinarie faccende casalinghe. La scena doveva essere divertente: lei ossessionata dalle sue manie, i suoi riti, io ossessionata ad osservare lei, a studiarla e a prendere appunti su appunti.
Giornata tipo:
Sveglia alle quattro del mattino (importante svegliarsi prima che sorga il sole per anticipare il proliferarsi dei suoi nemici), sul suo comò teneva una bottiglietta di alcool etilico e nel cassetto un pacco da 20 garze monouso ed uno di guanti da chirurgo, ovviamente monouso.
Con gli occhi assonnati infilava i suoi guanti, prendeva una garza che imbeveva di alcool e la passava subito sul pomello toccato per aprire il cassetto. Andando in bagno passava dietro di se un panno antistatico accuratamente imbevuto....di alcool.
Faceva poi la doccia usando un bagnoschiuma per frequentatori di palestre (antibatterico ovviamente) poi, indossato il suo camice cominciava il rito delle pulizie. Non sto a descrivere nei dettagli tutto ciò che lentamente e puntigliosamente faceva per pulire tutta la casa perchè non finiva mai, le sue mani avevano preso la forma delle spugne che usava, tutto il giorno era dedicato alla sanificazione di tutta la casa che odorava sempre di ospedale.
Nella mia stanza non entrava mai, ovviamente io non la tenevo così disinfettata! Però mi costringeva ad uscire dalla mia camera con i copri scarpe che usano i medici in sala operatoria, li dovevo usare quando uscivo dalla mia camera e quanto tornavo da fuori. Che palle! Mi aveva messo a disposizione un bagno tutto mio che si trovava proprio vicino la porta d'ingresso....appena tornavo....doccia e cambio abito.
Mia zia non andava mai a fare la spesa, aveva la fobia dei supermercati, della gente che tocca tutto, della polvere che finisce sulle confezioni. Non frequentava i ristoranti poichè l'idea che un'altra persona potesse toccare con le mani il cibo la inorridiva. I soldi li maneggiava rigorosamente con i guanti di lattice...sono la cosa più sporca che c'è.
La sua pelle era di un bianco anemico, usciva di rado dal suo mondo e un giorno mi sono permessa, senza pensarci, di appoggiare un euro e cinquanta sul tavolo della cucina....ha sgranato gli occhi, si è allontanata frettolosamente dalla stanza e l'ho beccata dopo un po' seduta sul suo letto rannicchiata con le lacrime agli occhi. Dispiaciuta l'ho confortata un po' e poi ho disinfettato il tavolo. Lei però dopo ci ha ripassato l'alcool, non si fidava mai degli altri.
Forse io non le stavo molto a genio, lei amava starsene da sola e forse io le ho scombussolato un po' la vita.
Si ammalò per colpa mia di raffreddore....non aveva gli anticorpi....la trovai senza vita nella vasca da bagno piena di alcool etilico.