Dopodiché lo sento allontanarsi ed io posso andare.
Sto andando a fare un colloquio di lavoro, sono un po’ tesa e cerco di stemperare un po’ di tensione canticchiando la musica che ho nel lettore.
C’è un po’ di nebbia che non mi aiuta a sorridere ma farò finta che il sole sia dentro di me.
Sono davanti al portone, suono il citofono, mi aprono ed entro. Come al solito sono in anticipo, meglio prima che tardi!
Ad accogliermi c’è una segretaria dalle forme generose che sorridendomi mi fa accomodare in una saletta illuminata artificialmente con quadri minimali ai muri.
Sono sola, mi guardo nel vetro di un quadro tutto nero per capire se sono presentabile, mi guardo le scarpe….le uniche che ho! Certo, sono un po’ usurate, non sono eleganti e spero che il mio selezionatore non sia come Nanni Moretti….sarei fregata!
Mentre cerco di strofinarmi i piedi dietro i polpacci arriva la generosa segretaria che con un cenno del capo mi dice che tocca a me.
Eccomi!
Mi fa entrare in un ufficio, alla scrivania c’è una donna (cazzo, questa mi guarda le scarpe!). Sorridendo mi siedo al suo cospetto. Lei parla, io farfuglio. Io farfuglio, lei parla.
Ora ci alziamo, mi fa fare un tour dell’azienda. Mentre lei descrive il loro lavoro come un critico d’arte, io osservo i luoghi, le persone e tutto l’acquario.
“Questa sarà la stanza in cui tu potresti lavorare” mi dice. Giusto, la tipa usa il condizionale, è giusto!
C’è però qualcosa che non mi quadra: ci sono cinque tavoli contro il muro, tutti abbastanza alti e senza sedie.
“Si lavora in piedi qui?” chiedo ingenuamente.
“Certo, altrimenti come si fa? Vieni, ti faccio vedere il contratto”.
“Il contratto?! Ma questo non è solo un colloquio?”
“Lei mi sembra perfetta per questo lavoro” mi dice sorridendo con tutti i denti che ha “Prego, si appoggi qui”.
Mi appoggio con i gomiti su uno di quei tavoloni e comincio a leggere il contratto. Nel frattempo entra un tizio che mi porge la penna e si posiziona dietro di me.
Sto firmando. Il tizio mi ha messo le mani ai fianchi, mi spinge e mi spinge. Io sono così presa da quel contratto che non ci faccio caso. Dopo un gemito il tipo mi molla e si da il cambio…con la selezionatrice. Anche lei usufruisce di me.
Ho firmato, mi giro, la donna si sta sistemando la gonna.
“Sei dei nostri, cominci domani” mi dice con l’affanno.
Mi accompagna alla porta, esco.
Le goccioline di nebbia mi inumidiscono il viso. Cammino ed avverto un certo fastidio all’ano.
Sarà un buon lavoro questo!! Mi troverò bene qui!!
Nel frattempo……





