mercoledì 7 marzo 2007


Rientro a casa dopo una giornata di lavoro, apro il pesante portone del mio pesante palazzo e faccio il primo scalino. Non ho sentito il portone sbattere, cerco di guardare attraverso la ringhiera e mi accorgo che qualcuno sta sbirciando dentro. Riesco a vedere solo le sue scarpe, io continuo a salire le scale ma il portone non si chiude ancora. Mah! E chi sarà? Un curioso?
Il mattino seguente, dopo i riti che precedono l’uscita, mi infilo il giubbotto, prendo il mio lettore mp3, le chiavi ed esco. Mentre chiudo la porta a chiave guardo a terra: un bottone.
Lo raccolgo. E’ il mio bottone!! Solo che….l’avevo perso due settimane fa! E com’è possibile che ora sia qui?
Esco, il sole è piacevole, mi sparo nelle orecchie un po’ di musica anche se i miei pensieri sono rivolti a quel bottone. Collego il bottone all’immagine di quelle scarpe, di quella presenza che spiava in un anonimo silenzio. Chi poteva essere colui? Centrerà con il mio bottone? Mi inoltro nel buio di immagini sfocate, cerco un viso, due occhi, cerco di ricordarmi quelle scarpe…erano nere, si, di pelle. Aveva dei jeans chiari. Poteva essere un mio coetaneo.
Scarpe di pelle nera, da ginnastica. Tutti potrebbero avere scarpe così. Sbircio i passanti, a tutti guardo le scarpe ma nessuno mi dice nulla.
Torno alla mia routine giornaliera.
Mi ricucio il bottone al cappotto.
Passa una settimana.
Torno a casa per la pausa, arrivo alla porta, cerco le chiavi nella borsa. Gli occhi mi ricadono a terra.
Noooo!! Di nuovo. Un bottone. Questa volta però è rosso! Mah….mi controllo il cappotto. Il mio bottone non c’è più! Ora comincio a spaventarmi!!
Chi mi sta facendo questo? Perché?
Ancora mille interrogativi mi percuotono, in giro non mi sento tranquilla, tutti possono essere spie argute che seguono ogni mio passo.
Intanto cosa faccio con questo bottone rosso? Lo cucio sul mio cappotto nero al posto dell’altro, ma si!
Passa ancora un’altra settimana, io non perdo mai la guardia.
Mentre in un soleggiato pomeriggio esco da lavoro per tornare a casa incrocio un tipo con un maglione rosso che cattura il mio sguardo. Sul petto ha appuntato un bottone nero….il mio bottone nero. Mi passa accanto come un dolce vento mentre il tempo sembra rallentare.
E’ già dietro di me, ed in quell’attimo capisco che è lui. E’ lui! Non l’ho guardato in faccia!!
Mi giro di scatto, ha le scarpe di pelle nera, i jeans chiari, si sta allontanando. Faccio marcia indietro, lo seguo. Lui ha appena svoltato l’angolo. Accelero il passo. Svolto l’angolo. Sparito!
Rimango immobile mentre tutto mi corre intorno. E’ svanito, si è mescolato all’aria ed il vuoto si è impossessato dei miei occhi.
L’attimo è già passato. E non ritornerà più.
Da quel giorno non è successo più nulla di sinistro. Di quell’attimo mi è rimasto un solo bottone rosso.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bello!Un bottone preziosissimo. Quante volte sentiamo che di qualcosa di importante non ci è rimasto niente? Invece tu hai un bottone! Un meraviglioso consistente bottone rosso! Conservalo sempre, come si conservano nel cuore i ricordi più importanti. Come io conservo tutti voi.
Anch'io ti voglio bene e ti aprirò sempre la porta della mia home,ovunque si trovi!
Solo una cosa non ho capito:ma ora che lavoro fai?
Vale